Piccola parentesi che non c'entra nulla:
La mamma Ele ha cambiato le lenzuola di casa, e come ad ogni cambio due o tre piumette sono fuggite dal piumino e sono felicemente svolazzate in giro per la camera.
La piccola Gnagni, bimba solerte e pignola, inizia la raccolta esclamando "Guarda che belle piume di uccello".
Mamma Ele la guarda e sorride, Aribella la guarda, sorride e le dice con tono impostato da bimba che ha vissuto ben due anni e sette mesi in più "Ma no, sono piume di piumino".
Ooooocheeeei un bel brodino di volpe stasera!
Parliamo di cose serie: domenica le abbiamo portate a Gardaland. Mi sono divertita tanto...ops, ci siamo divertiti tanto.
Era un bel po' di tempo che volevamo andare, ma poi i mille "ma fa troppo caldo", "ma piove", "ma c'è troppa gente" "ma costa troppo" "ma abbiamo altro da fare" ci hanno fatto rimandare all'infinito la cosa. Venerdì invece ho avuto l'ispirazione, il meteo metteva bello bellissimo per domenica (e così è stato), il biglietto era abbordabile (15 euro), l'agenda era libera e quindi viaaaaaaa.
Le bimbe erano super mega felici. Hanno apprezzato particolarmente la Magic House, che col fatto che c'era pochissima gente abbiamo potuto fare due volte, un po' meno le Jungle Rapids dove io e Gnagni siamo state investite da onda anomala e siamo scese zuppe, piangenti e consolanti (lei piangente io consolante con semi risata isterica in corso).
I love Mammut, Aribella e il SignorP decisamente meno visto il colore bianco cadaverico dei loro visi alla discesa.
Fantastico Cinema 4 D con Gnagni che mi sussurrava "mamma ma chi è che mi spruzza in faccia del liquido freddo" e si guardava attorno per beccare il burlone.
Bellissimo lo spettacolo a teatro, peccato che le giovani marmotte non erano vestite da Carnevale in quanto la genetrice non aveva colto dal sito lo spirito carnevalesco dell'apertura marzolina (a casa mia siamo in Quaresima), ma hanno risolto dichiarando al presentatore di essere vestite da bambine e quindi sono salite anche loro sul palco a ballare il Gang nam style.
Insomma, una di quelle giornate che ti ricaricano le energie mentali e ti regalano un sorriso anche se hai un'abbondante trentina d'anni sulle spalle.
Ma come son contenta!!! E il fatto che l'onda positiva mi pervada ancora oggi pur essendo già giovedì, pur avendo già chiuso la finestra primaverile a doppia mandata, e nonostante gli impegni di questi ultimi 4 giorni multipli e abbondanti, mi fa capire quanto mentalmente mi abbia fatto bene questa domenica così spensierata e bella.
Un giorno dove tutto ha girato a dovere per tutti e 4. Serviva
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giovedì 7 marzo 2013
mercoledì 16 gennaio 2013
Occhi
Premessa: Questo post è nato da questo ricordo che non so perché
è risalito dopo più di vent’anni di oblio
Andavo alle scuole medie a piedi e passavo davanti alla
scuola materna. Durante la mezza stagione, al mio rientro, mi capitava di
incontrare gli occhi verdi di mia sorella Polly che mi aspettavano. Mi ricordo
ancora quel musino così bello, i capelli biondi legati in una coda con i soliti
riccioli che scappavano fuori. Giocava nel giardino e quando mi vedeva passare
mi correva incontro felice e facevamo un pezzetto di strada assieme, separate
dalla recinzione della scuola. Aveva lo sguardo più dolce che posso ricordare.
Da qui un ragionamento sui ricordi degli sguardi più
significativi che ho ricevuto
Occhi rassicuranti
Una mattina di settembre di tredici anni fa, parcheggio la
macchina davanti al lavoro e immediatamente si affianca un’altra auto. Mi giro
a guardarla e incrocio gli occhi del SignorP. Esco dall’auto, lui abbassa il
finestrino e mi dice “ti ho vista per strada, volevo solo salutarti prima di
andare al lavoro”. Il cuore mi batte all’impazzata e quel semplice gesto mi da
la conferma, è lui la persona con cui voglio costruirmi un futuro. E’ lui che
sa fare la cosa giusta al momento giusto, sa dare certezze e sicurezza ad un
rapporto appena avviato, sa quello che vuole e si impegna ad averlo. E’ lui che
mi apre un futuro con uno sguardo
Occhi che parlano
Autunno di sei anni fa, Aribella è una cucciola piccina
picciò che frequenta l’asilo nido. Ho fretta è mattina presto, la proprietaria
del nido è in ritardo e io devo correre al lavoro. La lascio nell’atrio dell’asilo dove c’è una
vetrata, libera in basso per circa 70/80 cm e oscurata con una plastica opaca
sopra. Aribella inclina leggermente la testa e mi sbircia da sotto. Mentre
entro in macchina la vedo in quella posizione, guardo i suoi occhi scuri e
vellutati che mi scrutano, osservano, chiedono in silenzio mille perché. Per un
istante tremo. Mi tremano le mani, mi trema una lacrima negli occhi. Mi
spavento quasi davanti a quel perché urlato in silenzio. Eppure non ha uno
sguardo accusatorio, mantiene la sua base di fiducia sconfinata, ma dentro a
quei meravigliosi occhi da cerbiatta leggo una domanda soffocata.
Occhi che sanno
Primavera di quattro anni fa, Gnagni è una new entry del
mondo. E’ una neonata tranquilla, silenziosa chiede solo quello che le spetta.
La allatto al seno e ci guardiamo negli occhi e improvvisamente quasi sobbalzo,
mi accorgo che il taglio degli occhi è identico a quello di mio padre. Sorrido,
la accarezzo e continuo ad osservarla bene. I suoi occhi color fiordaliso sono
profondi, sembrano sapere già tutto del mondo. Sembrano possedere una sapienza
atavica che la rende un essere singolare, con una sicurezza che arriva da
dentro di se e che sa trasmettere agli altri.
Quanti occhi che ho incontrato nella vita. Ci sono sguardi
che si cristallizzano in un ricordo permanente e istanti che volano via leggeri
come una carezza. Non ho mai pensato che
sguardo posso aver lasciato io agli altri, di certo in questi frangenti
descritti i miei occhi sono stati fraterni e ansiosi, stupiti e innamorati, insicuri
e ammutoliti, indagatori e pieni di rispetto
Con uno sguardo ho percepito la caratteristica di un
rapporto, la caratteristica di una persona. Aribella con le sue domande mai
espresse, con i suoi occhi fiduciosi che dicono “mi fido di te, quindi va comunque
bene così” mettendo così di fatto nelle mie mani una responsabilità che un po' mi spaventa e la piccola Gnagni invece che sembra bastarsi a se stessa, con la
sua sicurezza che mi incuriosisce e vorrei anche solo una volta provare.
Mi guardo allo specchio e osservo i miei occhi azzurri e miopi. Li vedo dolci, fondamentalmente insicuri, ma profondamente felici. Però è troppo facile questo esercizio su me stessa
giovedì 3 gennaio 2013
A Natale non scrivo
A Natale non scrivo.
Non è una scelta, è una realtà che mi accompagna da anni.
La mia vena ha sempre avuto uno stop natalizio e uno stop estivo. Segue il calendario scolastico. Forse perchè quando c'è scuola ho un minimo spazio per me stessa, per leggere, riflettere, pensare.
Negli ultimi 10 giorni invece ho mangiato, cucinato, mangiato, chiacchierato, mangiato, minacciato, mangiato, sedato risse, mangiato, motivato una settenne, mangiato.
Vista la quantità di mangiato presente in lista ho avuto anche la necessità di andare a comperarmi due paia di pantaloni. Sorvoliamo.
Comunque si, confermo che come tutti gli anni gli ultimi dieci giorni di dicembre sono stati stressanti. Belli, ma stressanti.
E poi ora che sono madre di una piccola alunna si è aggiunto un altro stress allo stress. I compiti delle vacanze.
Anni fa, quando sentivo le mie amiche lamentarsene, dentro di me una vocina mi bisbigliava "e che esagerate! Io sarò severa come al mio solito e se Aribella sarà furba se li farà e se no si arrangerà".
Poi ho scoperto che a 6 anni un bambino non sa organizzarsi il tempo, e neppure a 7 e se una famiglia non vuole bruciarsi quel minimo sindacale di riposo mentale che si è guadagnato con le ferie finendo per passare il giorno della befana sui quaderni bisogna attivarsi ed applicarsi come "motivatore personale del piccolo alunno in vacanza".
E quindi eccola li La Ele, che lascia i primi giorni per staccare giustamente la spina, ma poi richiama all'ordine, rimette un po' in riga, prepara ipotetiche scalette perchè i compiti siano equi e ben ripartiti, lasciandosi però delle finestre per l'inevitabile influenza intestinale, per la giornata di gita familiare, per l'imprevisto. Insomma, per come lei ha organizzato il tutto il primo gennaio avrebbero potuto anche essere finiti, ma domani è il 4 gennaio e mancano ancora quelle 5 operazione che oggi proprio Aribella non aveva voglia di finire e quelle 35 pagine del libro da leggere.
E quindi si riparte anche domani, a richiamare dai giochi una reticente bimbetta, che ha scoperto il mondo delle Lego e son 10 giorni che in sala non si può camminare senza conficcarse una nel piede, a sorridere, invitarla a concentrarsi, magari arrabbiarsi per poi pentirsene un secondo dopo.
E si domani è il 4 gennaio. Mio suocero compie gli anni, e non solo lui. Domani non mi voglio arrabbiare, penso proprio che domani le darò un giorno libero di vacanza, per essere anche io in vacanza, perchè quando si compie gli anni non ci si può arrabbiare. E' la mia festa, è la festa di mia mamma, che compie 36 anni di onorato servizio ed è la festa delle mie bimbe, perchè per loro ogni giorno è buono per far festa. La Ele cresce.
Non è una scelta, è una realtà che mi accompagna da anni.
La mia vena ha sempre avuto uno stop natalizio e uno stop estivo. Segue il calendario scolastico. Forse perchè quando c'è scuola ho un minimo spazio per me stessa, per leggere, riflettere, pensare.
Negli ultimi 10 giorni invece ho mangiato, cucinato, mangiato, chiacchierato, mangiato, minacciato, mangiato, sedato risse, mangiato, motivato una settenne, mangiato.
Vista la quantità di mangiato presente in lista ho avuto anche la necessità di andare a comperarmi due paia di pantaloni. Sorvoliamo.
Comunque si, confermo che come tutti gli anni gli ultimi dieci giorni di dicembre sono stati stressanti. Belli, ma stressanti.
E poi ora che sono madre di una piccola alunna si è aggiunto un altro stress allo stress. I compiti delle vacanze.
Anni fa, quando sentivo le mie amiche lamentarsene, dentro di me una vocina mi bisbigliava "e che esagerate! Io sarò severa come al mio solito e se Aribella sarà furba se li farà e se no si arrangerà".
Poi ho scoperto che a 6 anni un bambino non sa organizzarsi il tempo, e neppure a 7 e se una famiglia non vuole bruciarsi quel minimo sindacale di riposo mentale che si è guadagnato con le ferie finendo per passare il giorno della befana sui quaderni bisogna attivarsi ed applicarsi come "motivatore personale del piccolo alunno in vacanza".
E quindi eccola li La Ele, che lascia i primi giorni per staccare giustamente la spina, ma poi richiama all'ordine, rimette un po' in riga, prepara ipotetiche scalette perchè i compiti siano equi e ben ripartiti, lasciandosi però delle finestre per l'inevitabile influenza intestinale, per la giornata di gita familiare, per l'imprevisto. Insomma, per come lei ha organizzato il tutto il primo gennaio avrebbero potuto anche essere finiti, ma domani è il 4 gennaio e mancano ancora quelle 5 operazione che oggi proprio Aribella non aveva voglia di finire e quelle 35 pagine del libro da leggere.
E quindi si riparte anche domani, a richiamare dai giochi una reticente bimbetta, che ha scoperto il mondo delle Lego e son 10 giorni che in sala non si può camminare senza conficcarse una nel piede, a sorridere, invitarla a concentrarsi, magari arrabbiarsi per poi pentirsene un secondo dopo.
E si domani è il 4 gennaio. Mio suocero compie gli anni, e non solo lui. Domani non mi voglio arrabbiare, penso proprio che domani le darò un giorno libero di vacanza, per essere anche io in vacanza, perchè quando si compie gli anni non ci si può arrabbiare. E' la mia festa, è la festa di mia mamma, che compie 36 anni di onorato servizio ed è la festa delle mie bimbe, perchè per loro ogni giorno è buono per far festa. La Ele cresce.
mercoledì 12 dicembre 2012
Vigilia di Santa Lucia
Oggi è il 12.12.12
E domani arriva Santa Lucia!!!
Questa sera prepareremo la carota e l’acqua per l’asinello e
dei biscotti per Santa Lucia. Io sono emozionatissima, Gnagni è felicissima, Aribella
è spaventatissima.
Conoscendo la mia polla negli anni scorsi avevo omesso il perché
Santa Lucia fosse la Santa protettrice della vista e mi ero guardata bene dall’informarla
del fatto che la tradizione vorrebbe una Santa con strane tendenze pericolose,
con misteriose manciate di carbone improvvisamente gettate negli occhi del
povero infante che per sua disgrazia e anche gran sfiga aprisse gli occhi proprio
nell’istante in cui lei si trovasse nel suo campo visivo.
Grazie ad una certa “protezione celeste” fatta da influenza,
pioggia, raffreddore, neve, e persino riposo post operatorio avevamo sempre
dovuto saltare la tradizionale sfilata per le vie del paese organizzata
dalla Proloco. Lo scorso anno invece il miracolo, c’eravamo finalmente
riusciti. Tutti sani, cielo terso, temperatura accettabile, eccoci pieni di
entusiasmo a vedere la sfilata della Santa completa di asinello e Castaldo.
Tutto bellissimo fino a quando qualcuno dal palco pensò bene di raccontare per
filo e per segno la storia di Santa Lucia completa di ogni retroscena trucolento.
Ok lo ammetto Aribella non è proprio un Cuor di Leone, ha altre doti tra cui una spiccatissima
fantasia…che si tramuta velocemente in suggestione, ma da allora le è presa una
strizza incontrollabile.
Dico solo che da domenica abbiamo dovuto tirare fuori il
lettino per gli ospiti, accostarlo al letto della Gnagni e farle dormire
assieme, perché come mi disse la piccoletta “Mamma, per fortuna almeno una
delle due non ha paura di Santa Lucia”.
Quindi ora abbiamo la pragmatica Gnagni che consola e fa
coraggio ad Aribella. Il mondo è bello perché è vario e ogni tanto va al
contrario.
Dal canto suo la Gnagni prende la questione alla sua
maniera. Per fare la letterina abbiamo dovuto aprire un dibattito parlamentare. L’ho portata
in visita in due negozi di giocattoli per vedere se mi mostrava qualche segno
di emozione davanti a qualche scaffale in particolare. Ha vergato 18 disegni
molto simili tra loro, ma mai sufficientemente soddisfacenti per essere
annoverati nella sua particolare categoria “perfetti” ed essere eleggibili come
letterina di Santa Lucia. Superata una certa data è scattato il pressing, onde
evitare scaffali vuoti e scorte finite, quindi ho afferrato la 18^ opera e le
ho intimato di dettarmi le sue richieste. Dramma, non sapeva che chiedere.
Ma dico io, ma è possibile che ci sono bambini che fanno
liste lunghe 10 facciate e la Gnagni non me ne sa dire uno in particolare?
Per fortuna la mamma può sfoderare il Piano B
- Gnagni vuoi che scriviamo “Cara Santa Lucia, visto che non
riesco a decidere io puoi portarmi tu un gioco a tua scelta?”
- Si, e se me ne porta uno da maschio????
- Ok allora scriviamo così “Cara Santa Lucia, visto che non
riesco a decidermi puoi scegliere tu un regalo da femmina?”
- Va bene, però perché scrivi così male? Devi scrivere in
corsivo come Aribella!!!!
Uh Santa Pazienza, è dalla seconda media che non scrivo più
in corsivo!!! Calma Ele, calma, recupera la 17^ opera che tanto è identica a
questa e riscrivi in corsivo, ce la puoi fare.
E alla fine confermo, ce l’abbiamo fatta, ci abbiamo
aggiunto anche un Grazie e ti voglio tanto bene pieno di cuoricini (ha imparato
a farli e ora non si salva più nessuno) e anche un dolcissimo “Sei bella e
gentile perché ci porti i regali grazie”. Attorno in ordine sparso ho messo i
suoi suggerimenti. Catalogo Toys alla
mano ha dettato tutto quello che le piaceva. E ora è curiosa ed emozionata perché
non sa che cosa riceverà.
E io non vedo l’ora che arrivi domani mattina per vedere i
loro occhi felici ed emozionati e tornare per 10 minuti bambina anche io. Perché
qui da noi non c’è Babbo Natale che tenga, Santa Lucia, asinello e Gastaldo,
con il suo piatto pieno di frolle, mandarini e caramelle sono un’istituzione
irrinunciabile.
martedì 13 novembre 2012
Tuttologie domestiche
Chi sa che cos’è una drupa?
Ieri pomeriggio sono rimasta molto impressionata. Ho ricevuto talmente tante nozioni su ulivi, olive ed olio che mi domando quanto dormissi io quando alle elementari andai in gita al frantoio. Sono quasi certa che a noi non raccontarono tutte quelle cose li.
Aribella era molto soddisfatta di insegnare alla sua mamma e fa bene.
Ogni tanto fare il saputello fa bene allo spirito. Lo sa bene il suo papà.
Il SignorP una volta ha persino avuto da ridire su come faccio la lavatrice…lui che non la sa nemmeno accendere si è permesso di dire che IO non la utilizzo mai a pieno carico.
Quella sera mi son mangiata un po’ di SignorP con patate di contorno IH IH IH IH
Ecco, no che io sia da meno vero, a casa nostra lo scettro di Tuttologhi casalinghi ce lo contendiamo con il coltello tra i denti. Sembra far parte del menage familiare, scatena delle simpatiche diatribe e rende tutti sempre partecipi di ogni aspetto domestico.
Siamo in 4 a saper trattare il parquet. Pero, io mi limito. Cantina e garage sono zone di regno del SignorP e io non metto parola. Lui invece applica la sua tecnica di Criticatutto a tutto tondo. Quando poi mi stufo e faccio presente la pesantezza dell’essere lui si ferma mi guarda e mi dice “ma tu lo sai che solo io e tuo zio sappiamo tutto” e LaEle si sgonfia velocemente come quando apri il forno col sufflé.
Il SignorP però è anche quello che è capace di dirti alla macchinetta del caffè “vuoi che vengo con te oggi dal dottore?” perché sa che in fondo al cuore, anche se non lo dici, anche se non lo vuoi nemmeno ammettere un pochino di preoccupazione per quei 3 * c’è. Forse anche lui, pur non dandolo a vedere, un pochino preoccupato lo è.
Il SignorP è così. E’ presente. Anche nella sua forma di Tuttologo è presente. Alla fine interessarsi di come cucino una lonzadandomi consigli su come lui la farebbe è il suo modo per dirmi “mi interessi tu e tutto il tuo mondo”. Mica lo cambierei il mio SignorP.
E dove lo trovo un altro che sa dirmi le parole giuste in un momento dove nemmeno io sapevo che cos’è che mi aveva fatto alzare storta stamattina?
Insomma, facciamo passare queste due ore, alla fine 3 * su 32 voci non è così male.
Piccola nota di colore della Gnagni. Stamani all’entrata di scuola vede un bimbo che ci precede e mi comunica “E’ delle farfalline e si chiama Peter…sai come Peter Pan” ed io non posso pensare che al nostro Peter Pan sia andata bene, visto che questa estate per un altro bimbo ha sentenziato “si chiama Nino, sai proprio come NIII-NOOO NIII-NOOO” (da leggere con tono di sirena). Attenzione a come chiamate i figli. Gnagni è molto sensibile all’argomento
Ieri pomeriggio sono rimasta molto impressionata. Ho ricevuto talmente tante nozioni su ulivi, olive ed olio che mi domando quanto dormissi io quando alle elementari andai in gita al frantoio. Sono quasi certa che a noi non raccontarono tutte quelle cose li.
Aribella era molto soddisfatta di insegnare alla sua mamma e fa bene.
Ogni tanto fare il saputello fa bene allo spirito. Lo sa bene il suo papà.
Il SignorP una volta ha persino avuto da ridire su come faccio la lavatrice…lui che non la sa nemmeno accendere si è permesso di dire che IO non la utilizzo mai a pieno carico.
Quella sera mi son mangiata un po’ di SignorP con patate di contorno IH IH IH IH
Ecco, no che io sia da meno vero, a casa nostra lo scettro di Tuttologhi casalinghi ce lo contendiamo con il coltello tra i denti. Sembra far parte del menage familiare, scatena delle simpatiche diatribe e rende tutti sempre partecipi di ogni aspetto domestico.
Siamo in 4 a saper trattare il parquet. Pero, io mi limito. Cantina e garage sono zone di regno del SignorP e io non metto parola. Lui invece applica la sua tecnica di Criticatutto a tutto tondo. Quando poi mi stufo e faccio presente la pesantezza dell’essere lui si ferma mi guarda e mi dice “ma tu lo sai che solo io e tuo zio sappiamo tutto” e LaEle si sgonfia velocemente come quando apri il forno col sufflé.
Il SignorP però è anche quello che è capace di dirti alla macchinetta del caffè “vuoi che vengo con te oggi dal dottore?” perché sa che in fondo al cuore, anche se non lo dici, anche se non lo vuoi nemmeno ammettere un pochino di preoccupazione per quei 3 * c’è. Forse anche lui, pur non dandolo a vedere, un pochino preoccupato lo è.
Il SignorP è così. E’ presente. Anche nella sua forma di Tuttologo è presente. Alla fine interessarsi di come cucino una lonza
E dove lo trovo un altro che sa dirmi le parole giuste in un momento dove nemmeno io sapevo che cos’è che mi aveva fatto alzare storta stamattina?
Insomma, facciamo passare queste due ore, alla fine 3 * su 32 voci non è così male.
Piccola nota di colore della Gnagni. Stamani all’entrata di scuola vede un bimbo che ci precede e mi comunica “E’ delle farfalline e si chiama Peter…sai come Peter Pan” ed io non posso pensare che al nostro Peter Pan sia andata bene, visto che questa estate per un altro bimbo ha sentenziato “si chiama Nino, sai proprio come NIII-NOOO NIII-NOOO” (da leggere con tono di sirena). Attenzione a come chiamate i figli. Gnagni è molto sensibile all’argomento
lunedì 5 novembre 2012
Voglia di imprevisto
Aribella sta leggendo un libro di Geronimo Stilton. L’amico topo va alla cascate del Niagara. Ci andrei anche io onestamente, e Aribella mi ha detto che un giorno ci andremo insieme, io e lei insieme. Dolcezza mia.
Invece venerdì, al posto delle cascate del Niagara tutta la family ha fatto il tour dei cimiteri. Primo giorno di uscita per la Gnagni, unica parentesi di sole del lungo ponte, non potevamo esimerci dall’andare a trovare i nonni ivi locati.
Aribella non era proprio entusiasta del programma. Non tanto per le camminate nei tre Campi Santi, ma per i lunghi spostamenti in macchina tra l’uno e l’altro, quindi ci informava pagina per pagina delle nuove mirabolanti avventure dell’amico Geronimo.
Finchè trova…Scheda da compilare: Programma una gita
Wow, ecco una cosa che piace ad Aribella, compilare schede. Anche a me piaceva quando ero piccola, mi dava un senso di pienezza poter riempire quei puntini che lasciavano immaginare chi sa che cosa. Si, mi piaceva quasi tanto quanto schiacciare i bottoni. Ecco, direi che dopo la soddisfazione di schiacciare un pulsante compilare le schede era la seconda attività che mi provocava una gioia semplice.
“Dai, compiliamo! Giorno…che giorno è oggi?” “venerdì 2 novembre” “ok scritto, c’è scritto dove, dove siamo stati oggi?” “Aribella, compilala un altro giorno quando potrai scrivere qualcosa di più interessante, se no ti tocca dire che sei stata ai cimiteri” “No, la faccio adesso…sono stata ai cimiteri…mamma, imprevisti, cosa sono gli imprevisti?” “quello che spero bene non succeda oggi!” interviene il signorP “quando succede qualcosa che non ti aspettavi” “e cosa è successo oggi che non mi aspettavo?” “Aribella, per il momento è filato tutto da copione, e onestamente spero che prosegua così”
“la torta che hai preparato questa mattina è un imprevisto?” ….mmm, ode alla mamma diversamente cuoca “no, è una sorpresa” anche se effettivamente può entrare nella categoria stranezze
“allora, se la Gnagni mi regala una caramella è un imprevisto?” “no è una gentilezza” e aspetta e spera mia cara, perché toccare la categoria alimenti per la Gnagni è questione molto delicata.
“ma dai, allora cosa metto tra gli imprevisti?” “Aribella, la puoi lasciare vuota, è una fortuna non doverla compilare, perché di solito gli imprevisti non sono cose molto belle” ferro, legno, cornetti e balli scaramantici.
“ma uffa, io VOGLIO scrivere qualcosa” grrrrrrr sta voglia di imprevisto inizia a darmi sui nervi.
Ultimo cimitero, ormai fa freddo e inizia ad imbrunire. Facciamo il nostro giretto, con la piccola Gnagni che inizia a dare chiari segni di insofferenza dichiarando “sono stufa di guardare fiori e foto di morti” ed effettivamente vista dalla sua prospettiva di un metro e 2 cm la visuale è proprio quella, sentiamo un tonfo sordo e ci giriamo in stereofonia verso una tomba di famiglia che sembra una chiesetta dove fotografiamo la seguente scena un sedere due gambe a penzoloni e un pezzo di marmo a terra. Ha ceduto un marmetto, un ragazzino è caduto giù, ma si è aggrappato, sua mamma l’ha raccolto, ma ha continuato a parlare al cellulare, io, il SignorP e le bimbe siamo rimasti come quattro ebeti a guardare la scena. “Cavolo, roba da farsi male seriamente, pensa se fosse stato un anziano” commento. Ad Aribella brillano gli occhi, scalpita per tornare in macchina, ora ha il suo imprevisto da raccontare. Non è che sotto la sua aria da bimbetta esplosiva ma sorniona si nasconde l’anima del reporter di cronaca nera?
Invece venerdì, al posto delle cascate del Niagara tutta la family ha fatto il tour dei cimiteri. Primo giorno di uscita per la Gnagni, unica parentesi di sole del lungo ponte, non potevamo esimerci dall’andare a trovare i nonni ivi locati.
Aribella non era proprio entusiasta del programma. Non tanto per le camminate nei tre Campi Santi, ma per i lunghi spostamenti in macchina tra l’uno e l’altro, quindi ci informava pagina per pagina delle nuove mirabolanti avventure dell’amico Geronimo.
Finchè trova…Scheda da compilare: Programma una gita
Wow, ecco una cosa che piace ad Aribella, compilare schede. Anche a me piaceva quando ero piccola, mi dava un senso di pienezza poter riempire quei puntini che lasciavano immaginare chi sa che cosa. Si, mi piaceva quasi tanto quanto schiacciare i bottoni. Ecco, direi che dopo la soddisfazione di schiacciare un pulsante compilare le schede era la seconda attività che mi provocava una gioia semplice.
“Dai, compiliamo! Giorno…che giorno è oggi?” “venerdì 2 novembre” “ok scritto, c’è scritto dove, dove siamo stati oggi?” “Aribella, compilala un altro giorno quando potrai scrivere qualcosa di più interessante, se no ti tocca dire che sei stata ai cimiteri” “No, la faccio adesso…sono stata ai cimiteri…mamma, imprevisti, cosa sono gli imprevisti?” “quello che spero bene non succeda oggi!” interviene il signorP “quando succede qualcosa che non ti aspettavi” “e cosa è successo oggi che non mi aspettavo?” “Aribella, per il momento è filato tutto da copione, e onestamente spero che prosegua così”
“la torta che hai preparato questa mattina è un imprevisto?” ….mmm, ode alla mamma diversamente cuoca “no, è una sorpresa” anche se effettivamente può entrare nella categoria stranezze
“allora, se la Gnagni mi regala una caramella è un imprevisto?” “no è una gentilezza” e aspetta e spera mia cara, perché toccare la categoria alimenti per la Gnagni è questione molto delicata.
“ma dai, allora cosa metto tra gli imprevisti?” “Aribella, la puoi lasciare vuota, è una fortuna non doverla compilare, perché di solito gli imprevisti non sono cose molto belle” ferro, legno, cornetti e balli scaramantici.
“ma uffa, io VOGLIO scrivere qualcosa” grrrrrrr sta voglia di imprevisto inizia a darmi sui nervi.
Ultimo cimitero, ormai fa freddo e inizia ad imbrunire. Facciamo il nostro giretto, con la piccola Gnagni che inizia a dare chiari segni di insofferenza dichiarando “sono stufa di guardare fiori e foto di morti” ed effettivamente vista dalla sua prospettiva di un metro e 2 cm la visuale è proprio quella, sentiamo un tonfo sordo e ci giriamo in stereofonia verso una tomba di famiglia che sembra una chiesetta dove fotografiamo la seguente scena un sedere due gambe a penzoloni e un pezzo di marmo a terra. Ha ceduto un marmetto, un ragazzino è caduto giù, ma si è aggrappato, sua mamma l’ha raccolto, ma ha continuato a parlare al cellulare, io, il SignorP e le bimbe siamo rimasti come quattro ebeti a guardare la scena. “Cavolo, roba da farsi male seriamente, pensa se fosse stato un anziano” commento. Ad Aribella brillano gli occhi, scalpita per tornare in macchina, ora ha il suo imprevisto da raccontare. Non è che sotto la sua aria da bimbetta esplosiva ma sorniona si nasconde l’anima del reporter di cronaca nera?
lunedì 29 ottobre 2012
Imprevisti d'autunno
E’ arrivato il freddo ed è arrivata l’ora solare e su fb è partito il tripudio degli status disperati per questi avvenimenti infausti. Manco le cavallette in anni più antichi avrebbero creato tanto scompiglio.
A me l’ora solare piace. Mi sveglio decisamente più fresca, e l’occhio accartocciato mi si risolve molto più velocemente.
La mia stagione preferita è l’autunno, ne amo i colori, gli odori, le temperature, i termosifoni accesi, il piumone.
Tutto molto romantico, eh? Se non fosse che la piccola Gnagni ieri mattina si è alzata con febbre, mal di gola, una tosse degna di un fumatore turco e anche un tocco di diarrea per non farci mancar nulla.
Ha 4 anni e quasi 6 mesi e fino ai 4 anni e quasi 5 mesi si sarà ammalata 5 volte…forse. Quella odierna invece è già la terza malattia nel giro di un mese.
Anche Aribella diede il meglio di se in materia il secondo anno di materna. Ma che faccio le figlie con gli anticorpi a scadenza fissa?
In quell’annata la mia signorina grande frequentò una parte di ottobre (una settimana di otite), 3 giorni non consecutivi di novembre grazie alla famigerata influenza A incastrata tra due otiti, 1 giorno di dicembre per presenziare alla recita di Natale (nei precedenti giorni era stata operata alle adenoidi), finalmente tutto gennaio a scuola e quando ormai avevamo preso fiducia che il brutto fosse passato gran finalone con virus intestinale spaventoso, e 3 giorni di ospedale attaccata alle flebo. Yeahhhhh
Ora nutro ancora una forte speranza che l’invernata della Gnagni non sarà tanto catastrofica, ma anche lei è riuscita a scrivere una pietra miliare in materia quest’anno. Primo giorno di scuola “ciao maestra, ciao amici, che bello rivedervi e giocare con voi, ci vediamo domani” AH AH AH che bella battuta. 39 di febbre e la netta sensazione di aver battuto qualche record
Lo so che non è interessante tutto questo, ma ho già sufficientemente stufato il mio abituale e scarno pubblico alla macchinetta del caffè
Santa macchinetta, distributrice di bevande calde e orecchie per ascoltare
Oggi è lunedì. Venerdì c’erano più di 20° esterni e il riscaldamento non era acceso, la temperatura è crollata nel weekend e la manopolina in ufficio è stata girata solo questa mattina, quindi ora ci sono 18° interni, il poncho di lana sulle spalle, le dita con i diavoletti che battono isteriche sulla tastiera, e i miei pensieri divisi tra una bimba malatina dalla nonna e una bimba a scuola che emozionata dovrà recitare la poesia imparata nel lungo weekend di clausura.
Poesia che tra l’altro recitava così:
Quando la terra
comincia a dormire
sotto una coperta
di foglie leggere,
quando gli uccelli
non cantano niente.
Quando di ombrelli
fiorisce la gente,
quando si sente
tossire qualcuno,
quando un bambino
diventa un alunno.
Ecco l’autunno!
Bravo Roberto Piumini, doveva avere anche lui figli in età pre-scolare
A me l’ora solare piace. Mi sveglio decisamente più fresca, e l’occhio accartocciato mi si risolve molto più velocemente.
La mia stagione preferita è l’autunno, ne amo i colori, gli odori, le temperature, i termosifoni accesi, il piumone.
Tutto molto romantico, eh? Se non fosse che la piccola Gnagni ieri mattina si è alzata con febbre, mal di gola, una tosse degna di un fumatore turco e anche un tocco di diarrea per non farci mancar nulla.
Ha 4 anni e quasi 6 mesi e fino ai 4 anni e quasi 5 mesi si sarà ammalata 5 volte…forse. Quella odierna invece è già la terza malattia nel giro di un mese.
Anche Aribella diede il meglio di se in materia il secondo anno di materna. Ma che faccio le figlie con gli anticorpi a scadenza fissa?
In quell’annata la mia signorina grande frequentò una parte di ottobre (una settimana di otite), 3 giorni non consecutivi di novembre grazie alla famigerata influenza A incastrata tra due otiti, 1 giorno di dicembre per presenziare alla recita di Natale (nei precedenti giorni era stata operata alle adenoidi), finalmente tutto gennaio a scuola e quando ormai avevamo preso fiducia che il brutto fosse passato gran finalone con virus intestinale spaventoso, e 3 giorni di ospedale attaccata alle flebo. Yeahhhhh
Ora nutro ancora una forte speranza che l’invernata della Gnagni non sarà tanto catastrofica, ma anche lei è riuscita a scrivere una pietra miliare in materia quest’anno. Primo giorno di scuola “ciao maestra, ciao amici, che bello rivedervi e giocare con voi, ci vediamo domani” AH AH AH che bella battuta. 39 di febbre e la netta sensazione di aver battuto qualche record
Lo so che non è interessante tutto questo, ma ho già sufficientemente stufato il mio abituale e scarno pubblico alla macchinetta del caffè
Santa macchinetta, distributrice di bevande calde e orecchie per ascoltare
Oggi è lunedì. Venerdì c’erano più di 20° esterni e il riscaldamento non era acceso, la temperatura è crollata nel weekend e la manopolina in ufficio è stata girata solo questa mattina, quindi ora ci sono 18° interni, il poncho di lana sulle spalle, le dita con i diavoletti che battono isteriche sulla tastiera, e i miei pensieri divisi tra una bimba malatina dalla nonna e una bimba a scuola che emozionata dovrà recitare la poesia imparata nel lungo weekend di clausura.
Poesia che tra l’altro recitava così:
Quando la terra
comincia a dormire
sotto una coperta
di foglie leggere,
quando gli uccelli
non cantano niente.
Quando di ombrelli
fiorisce la gente,
quando si sente
tossire qualcuno,
quando un bambino
diventa un alunno.
Ecco l’autunno!
Bravo Roberto Piumini, doveva avere anche lui figli in età pre-scolare
giovedì 25 ottobre 2012
Ce l'ho fatta!!!
E' giovedì mattina. Tutto inizia ad essere difficile il giovedì. Il venerdì è una tragedia a prescindere, ma il giovedì è proporzionalmente duro a seconda di come è stata pesante la settimana quindi non è scontatamente perso in partenza. Mi alzo sempre con uno straccio di speranza che la piega sia accettabile.
Ecco, questo però è un giovedì già in odore di venerdì, figlio di un inizio settimana con riunioni a scuola e figlie disperse dai nonni fino a tardi. Io, che sono un'esperta analista delle nostre dinamiche familiari, già lo sapevo come sarebbe andata questa settimana, e quando ieri sera ho scoperto l'astuccio di scuola di Aribella sul tavolo della cucina avrei dovuto controllarlo e sistemarlo PUNTO ed invece ho fatto la mamma dura e severa, l'ho lasciato li com'era, perchè "è ora che la signorina impari a prendersi cura delle proprie cose". Pessima scelta...ma ieri non lo immaginavo.
h. 6.30 sveglia, 15 minuti di colazione, 25 per Gnagni che deve mangiare con calma se no non si sveglia. Aribella langue sul divano, fa finta di vestirsi rianimandosi solo quando io e il SignorP le passiamo accanto e la incitiamo, per poi riaccartocciarsi come un'ameba davanti alla tv. Da brava mammina chiedo "ti sei preparata tutto per la scuola?" il SignorP risponde per lei "no, l'astuccio è in cucina" - comunicazione non verbale mia, sopracciglio innalzato e bocca stretta, ovvero grazie per la collaborazione non era questo il mio intento, ma sono sicura che in seconda elementare faresti la tua bella figura
Aribella si avvia stranamente trotterellando (da ameba a bimba piena di vita in 0 secondi...è fatta così) in cucina, e torna con il materiale scolastico e un annuncio
- la maestra mi ha detto che devo portare una carota con le radici
Ehmmmmmmmmm, ho capito giusto?
- Aribella, scusa, ma questa mattina devi portare la carota con radici???
- Siii, l'ho detto ieri sera al nonno!!
- Certo, e il nonno ti ha detto che te la cercava all'orto del suo amico oggi...quindi è impossibile che tu la possa portare questa mattina
perchè tutto questo alle 7.05 del mattino????
- ma a me serve questa mattina!!!
ripeto...perchè tutto questo alle 7.06 del mattino????
Calma e sangue freddo, è giovedì mattina, gli equilibri psicofisici di tutti sono ai limiti. Il SignorP inizia a fumare come un toro davanti al rosso, ma va alla ricerca nel frigo di una carota, ovviamente priva di radici, terra e ciuffetto verde.
Aribella la boccia e inizia a frignolare
Nun je la fo, non ghe la fo mia, nun ce la posso fa
Ci finiamo di preparare con il muso lungo da carota che imperversa, h 7.40 scendiamo in garage, in ritardo, e il SignorP si accaparra la piccola Gnagni senza nemmeno chiedere e schizza via verso la scuola materna. Furbino lui.
Pronta ad entrare, h 7.45, Aribella tenta la carta dell'occhio lucido, l'ultimo meandro di umanità mi spinge a chiederle se vuole che le scriva una giustificazione per sta cavolo di carota e lei annuisce. Velocemente agguanto il quadeno degli avvisi apro l'astuccio eeeeee NON C'è UNO STRACCIO DI MATITA!!!!!!!
L'umanità mi abbandona all'istante. In mezzo a campanelli di mamme molto più serene e sorridenti di me mi faccio scappare un plateale segno di stizza, schiantando il maledetto astuccio in cartella, e iniziamo un velocissimo rimpallo macchina (ma perchè ho sempre l'abitudine di lasciare la borsa in macchina???) - cartoleria davanti a scuola - redazione di giustificazione inginocchiata a terra con quadernino su ginocchio e matita nuova fiammante (Euro 1,20 quando a casa ho uno stock di 50 matite costate qualcosa tipo 5,00) - spedizione di un'ormai definitivamente affranta Aribella dentro a scuola - corsa verso la macchina con breve sunto di quanto accaduto ad amica che mi osserva molto preoccupata - disincastro nel parcheggio con 10 macchine in attesa del mio posto (fatemi uscire e poi litigate pure), attraversamento ragazzini dormienti (alle medie sviluppano una strana dote di automatismo a risparmio energetico che li fa camminare ai 5 all'ora) - dedalo di stradine secondarie (perchè ovviamente la strada principale è già chiusa per la scuola) - raggiungimento strada principale e ...sosta per attraversamanto pulmino (pure questo stamattina), e finalmente "senza" più intralci mi lancio verso il mio ufficio.
h 7.58 timbro. Ce l'ho fatta...contro tutte le carote e le matite che hanno minato la mia tabella di marcia mattutina...ce l'ho fatta! Non so nemmeno io come, non capisco ancora esattamente a che prezzo (una figlia sconfortata e sull'orlo di un pianto e un'ora per riprendermi dallo shock) ma sono riuscita a timbrare entro le h 8.00. Anche oggi sono riuscita a sconfiggere la mia spada di Damocle giornaliera: il cartellino entro le h 8.00
Ecco, questo però è un giovedì già in odore di venerdì, figlio di un inizio settimana con riunioni a scuola e figlie disperse dai nonni fino a tardi. Io, che sono un'esperta analista delle nostre dinamiche familiari, già lo sapevo come sarebbe andata questa settimana, e quando ieri sera ho scoperto l'astuccio di scuola di Aribella sul tavolo della cucina avrei dovuto controllarlo e sistemarlo PUNTO ed invece ho fatto la mamma dura e severa, l'ho lasciato li com'era, perchè "è ora che la signorina impari a prendersi cura delle proprie cose". Pessima scelta...ma ieri non lo immaginavo.
h. 6.30 sveglia, 15 minuti di colazione, 25 per Gnagni che deve mangiare con calma se no non si sveglia. Aribella langue sul divano, fa finta di vestirsi rianimandosi solo quando io e il SignorP le passiamo accanto e la incitiamo, per poi riaccartocciarsi come un'ameba davanti alla tv. Da brava mammina chiedo "ti sei preparata tutto per la scuola?" il SignorP risponde per lei "no, l'astuccio è in cucina" - comunicazione non verbale mia, sopracciglio innalzato e bocca stretta, ovvero grazie per la collaborazione non era questo il mio intento, ma sono sicura che in seconda elementare faresti la tua bella figura
Aribella si avvia stranamente trotterellando (da ameba a bimba piena di vita in 0 secondi...è fatta così) in cucina, e torna con il materiale scolastico e un annuncio
- la maestra mi ha detto che devo portare una carota con le radici
Ehmmmmmmmmm, ho capito giusto?
- Aribella, scusa, ma questa mattina devi portare la carota con radici???
- Siii, l'ho detto ieri sera al nonno!!
- Certo, e il nonno ti ha detto che te la cercava all'orto del suo amico oggi...quindi è impossibile che tu la possa portare questa mattina
perchè tutto questo alle 7.05 del mattino????
- ma a me serve questa mattina!!!
ripeto...perchè tutto questo alle 7.06 del mattino????
Calma e sangue freddo, è giovedì mattina, gli equilibri psicofisici di tutti sono ai limiti. Il SignorP inizia a fumare come un toro davanti al rosso, ma va alla ricerca nel frigo di una carota, ovviamente priva di radici, terra e ciuffetto verde.
Aribella la boccia e inizia a frignolare
Nun je la fo, non ghe la fo mia, nun ce la posso fa
Ci finiamo di preparare con il muso lungo da carota che imperversa, h 7.40 scendiamo in garage, in ritardo, e il SignorP si accaparra la piccola Gnagni senza nemmeno chiedere e schizza via verso la scuola materna. Furbino lui.
Pronta ad entrare, h 7.45, Aribella tenta la carta dell'occhio lucido, l'ultimo meandro di umanità mi spinge a chiederle se vuole che le scriva una giustificazione per sta cavolo di carota e lei annuisce. Velocemente agguanto il quadeno degli avvisi apro l'astuccio eeeeee NON C'è UNO STRACCIO DI MATITA!!!!!!!
L'umanità mi abbandona all'istante. In mezzo a campanelli di mamme molto più serene e sorridenti di me mi faccio scappare un plateale segno di stizza, schiantando il maledetto astuccio in cartella, e iniziamo un velocissimo rimpallo macchina (ma perchè ho sempre l'abitudine di lasciare la borsa in macchina???) - cartoleria davanti a scuola - redazione di giustificazione inginocchiata a terra con quadernino su ginocchio e matita nuova fiammante (Euro 1,20 quando a casa ho uno stock di 50 matite costate qualcosa tipo 5,00) - spedizione di un'ormai definitivamente affranta Aribella dentro a scuola - corsa verso la macchina con breve sunto di quanto accaduto ad amica che mi osserva molto preoccupata - disincastro nel parcheggio con 10 macchine in attesa del mio posto (fatemi uscire e poi litigate pure), attraversamento ragazzini dormienti (alle medie sviluppano una strana dote di automatismo a risparmio energetico che li fa camminare ai 5 all'ora) - dedalo di stradine secondarie (perchè ovviamente la strada principale è già chiusa per la scuola) - raggiungimento strada principale e ...sosta per attraversamanto pulmino (pure questo stamattina), e finalmente "senza" più intralci mi lancio verso il mio ufficio.
h 7.58 timbro. Ce l'ho fatta...contro tutte le carote e le matite che hanno minato la mia tabella di marcia mattutina...ce l'ho fatta! Non so nemmeno io come, non capisco ancora esattamente a che prezzo (una figlia sconfortata e sull'orlo di un pianto e un'ora per riprendermi dallo shock) ma sono riuscita a timbrare entro le h 8.00. Anche oggi sono riuscita a sconfiggere la mia spada di Damocle giornaliera: il cartellino entro le h 8.00
mercoledì 24 ottobre 2012
Potrei fare un business
Il Signor P mi raggiunge in bagno e mi informa del dialogo appena avuto con le sorelle elle.
Io sospendo la mia attività di lavaggio denti per non perdermi nemmeno un istante di questa fantastica avventura e ivi riporto fedelmente:
Aribella sternutisce con fuoriuscita di liquido, il SignorP prontamente le passa un fazzoletto e incita
- Soffia forte
- No che schifo, mi arriva sulla bocca
- Ma che discorsi!! E quando te le mangi non fanno schifo?
- No, quelle sono dure e vanno bene, molle mi fanno schifo
Voce fuori campo commenta serafica
- A me piacciono anche molli
Passerà questa fase vero????
p.s. quella che mi preoccupa di più in merito è la piccola Gnagni, che ha proprio un’innata passione per il genere tanto da spingermi una volta ad andare in farmacia e chiedere se per caso avessero qualche rimedio che rendesse la sua produzione nasale particolarmente cattiva, tipo lo smalto al peperoncino per chi si mangia le unghie. Non c’è. Informo chi ha interesse in materia che non esiste nulla del genere. Peccato, io l’avrei acquistata con grande speranza
Io sospendo la mia attività di lavaggio denti per non perdermi nemmeno un istante di questa fantastica avventura e ivi riporto fedelmente:
Aribella sternutisce con fuoriuscita di liquido, il SignorP prontamente le passa un fazzoletto e incita
- Soffia forte
- No che schifo, mi arriva sulla bocca
- Ma che discorsi!! E quando te le mangi non fanno schifo?
- No, quelle sono dure e vanno bene, molle mi fanno schifo
Voce fuori campo commenta serafica
- A me piacciono anche molli
Passerà questa fase vero????
p.s. quella che mi preoccupa di più in merito è la piccola Gnagni, che ha proprio un’innata passione per il genere tanto da spingermi una volta ad andare in farmacia e chiedere se per caso avessero qualche rimedio che rendesse la sua produzione nasale particolarmente cattiva, tipo lo smalto al peperoncino per chi si mangia le unghie. Non c’è. Informo chi ha interesse in materia che non esiste nulla del genere. Peccato, io l’avrei acquistata con grande speranza
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